Chi ama la montagna dovrà fare più attenzione quest’inverno. Dal 1° novembre 2025, chi pratica sci, snowboard, slitta o trekking su percorsi innevati dovrà rispettare nuove regole di sicurezza, alcune delle quali rappresentano un cambio netto rispetto al passato. L’obiettivo del legislatore è chiaro: ridurre i comportamenti a rischio e responsabilizzare maggiormente chi frequenta le piste. Le novità principali riguardano l’estensione dell’obbligo del casco a tutti, i controlli sull’assicurazione e un possibile contributo economico per chi chiama i soccorsi con negligenza. Una svolta destinata a cambiare il modo in cui si affronta lo sport invernale in Italia.
Dal casco per tutti alle multe per chi scia senza assicurazione: le nuove regole sulle piste
Fino alla scorsa stagione, l’obbligo di indossare il casco riguardava solo i minori di 18 anni. Ma con il nuovo Decreto Sport 2025, convertito nel Decreto-legge 30 giugno 2025, n. 96, questa prescrizione è stata estesa a tutti i praticanti di sport invernali, senza distinzione di età. Il casco diventa dunque obbligatorio non solo per sciatori e snowboarder, ma anche per chi usa slitte o slittini, sia in pista che su tracciati regolamentati. Una norma che entrerà in vigore con l’inizio ufficiale della stagione, solitamente dal 1° novembre.

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Chi verrà sorpreso senza casco potrà incorrere in una sanzione amministrativa fino a 150 euro. Ma non è tutto. I gestori degli impianti avranno facoltà di ritirare lo skipass in caso di recidiva, impedendo l’accesso agli impianti. Un deterrente pensato per ridurre il numero di traumi cranici, che restano tra le lesioni più frequenti sulle piste.
Rimane in vigore anche l’obbligo di assicurazione per responsabilità civile verso terzi, già introdotto nel 2022 con il d.lgs. 40/2021. Chi accede alle piste deve poter dimostrare di essere coperto, altrimenti rischia una multa tra 100 e 150 euro, oltre all’impossibilità di acquistare o utilizzare il biglietto per gli impianti. In molti casi, la copertura può essere acquistata direttamente in biglietteria insieme allo skipass, ma non tutti ne sono consapevoli. Ecco perché le autorità stanno spingendo per controlli più severi, anche in fase di prenotazione online. Il messaggio è semplice: la montagna è per tutti, ma non può essere affrontata con superficialità.
Soccorsi a pagamento se c’è colpa grave: chi rischia davvero e cosa prevede la bozza di legge
La norma che ha fatto più discutere è contenuta nella bozza della Legge di Bilancio 2026. Dal 1° gennaio 2026, chi chiama i soccorsi in montagna o in mare potrebbe essere tenuto a pagare un contributo economico, ma solo in presenza di dolo o colpa grave. La misura riguarda soprattutto i casi in cui il richiedente ha ignorato divieti, allerte meteo, o ha usato attrezzatura inadeguata, mettendo a rischio se stesso e chi deve intervenire.
Il contributo non sarà fisso, ma calcolato secondo parametri stabiliti con un Decreto del Ministero dell’Economia, che terrà conto di elementi come il numero di operatori coinvolti, l’uso di elicotteri o mezzi speciali, il tempo impiegato e la complessità dell’operazione. In altre parole, chi decide deliberatamente di esporsi a un pericolo, pur sapendo di violare le regole, potrebbe essere chiamato a rimborsare i costi del salvataggio.
La misura si applicherà agli interventi della Guardia di Finanza, sia in contesti alpini che fluviali o marittimi. Esclusi i casi in cui l’evento si verifica senza colpa, come per esempio un malore improvviso, una caduta non prevedibile o condizioni meteo mutate all’improvviso. In questi casi, il soccorso resterà gratuito come sempre.
L’intento è duplice: ridurre il numero di richieste inutili o evitabili e alleggerire il peso economico che questi interventi rappresentano per le casse pubbliche. Si tratta di una norma che punta a rafforzare il concetto di sicurezza attiva, cioè di un comportamento consapevole da parte di chi sceglie di vivere la montagna in inverno. Il quadro normativo degli ultimi anni conferma questa direzione: meno tolleranza per la superficialità, più attenzione alla prevenzione e alla responsabilità individuale.

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