Le spugne per i piatti ospitano milioni di batteri. Scopri il metodo più igienico e sostenibile per lavare in cucina.
In tantissime cucine italiane la spugna per lavare i piatti è ancora l’utensile più utilizzato, ma i dati e le ricerche più recenti stanno dimostrando che non è affatto la soluzione più igienica. La struttura porosa, il contatto continuo con residui di cibo e umidità, la rende terreno ideale per germi e batteri anche patogeni. Cambiarla spesso non basta. Per questo motivo sempre più persone stanno iniziando a sostituirla con strumenti alternativi, più igienici e anche più ecologici, che si possono pulire meglio e durano di più. Ma cosa usare davvero al posto della spugna, e soprattutto come inserirlo nella routine quotidiana?
Perché la spugna non è igienica e cosa puoi usare al suo posto (senza peggiorare il lavoro)
La spugna da cucina viene usata decine di volte al giorno per lavare piatti, stoviglie, bicchieri, superfici. Ma la verità è che la maggior parte di queste spugne, già dopo pochi utilizzi, diventa un accumulo invisibile di batteri. Anche quando sembra pulita, in realtà può contenere milioni di microrganismi che proliferano grazie all’umidità costante. Alcuni studi hanno rilevato concentrazioni batteriche simili a quelle presenti nelle feci. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando che poi quella spugna viene usata ovunque, spesso senza essere nemmeno disinfettata davvero.

Perché la spugna non è igienica e cosa puoi usare al suo posto (senza peggiorare il lavoro) – gogomagazine.it
Il problema è che non basta sciacquarla sotto l’acqua per pulirla. Anche metterla nel microonde o in lavastoviglie ha effetti limitati. In più si deteriora rapidamente, perdendo efficacia e diventando un oggetto da sostituire continuamente, con un impatto anche economico e ambientale non trascurabile. Da qui nasce la necessità di un metodo alternativo più igienico, che non solo eviti la contaminazione, ma che sia anche più pratico e sostenibile nel tempo.
Tra le alternative più efficaci ci sono i panni in microfibra e le spazzole con setole rigide, entrambi riutilizzabili, lavabili ad alte temperature e più semplici da igienizzare. I panni, in particolare, catturano bene lo sporco senza trattenere batteri, si lavano in lavatrice e si asciugano rapidamente. Le spazzole per piatti hanno il vantaggio di raggiungere meglio gli angoli e le parti difficili dei bicchieri o delle padelle. E soprattutto si possono disinfettare facilmente con un po’ di acqua bollente o detergente disinfettante. Molti scelgono anche la carta assorbente compostabile per alcune pulizie rapide, eliminando così del tutto il rischio di contaminazioni successive.
Come integrare davvero il metodo più igienico nella routine quotidiana (e perché fa risparmiare)
Passare da una spugna a un nuovo metodo è più semplice di quanto sembra. Il primo passo è smettere di usare la spugna tradizionale: basta sostituirla con un panno di buona qualità, meglio se in microfibra ad alta densità, e una spazzola con manico lungo, igienizzabile. I panni vanno lavati ogni due o tre usi, meglio ancora se in lavatrice a 60 gradi, e asciugati all’aria, lontano da fonti di umidità. La spazzola, invece, può essere lavata anche a mano con acqua calda e detersivo o passata nel cestello superiore della lavastoviglie.
La parte fondamentale è inserire questo cambio nelle abitudini. Non basta comprare gli strumenti giusti, bisogna anche usare un piano di pulizia regolare, coinvolgere chi vive in casa e creare una routine stabile. Se il lavandino è sempre pulito, se i panni vengono cambiati spesso, se le superfici vengono igienizzate ogni giorno, allora l’intera cucina cambia aspetto, anche visivamente. E soprattutto migliora la qualità igienica generale, riducendo anche i rischi legati ai batteri alimentari.
C’è poi il lato ambientale, che oggi pesa sempre di più. Le spugne, anche quelle biodegradabili, spesso vengono smaltite male o finiscono nella plastica. I panni in microfibra e le spazzole, se usati correttamente, durano mesi e fanno risparmiare soldi e rifiuti. Inoltre rendono il lavaggio dei piatti più veloce, perché puliscono meglio e trattengono meno sporco. E non è un dettaglio da poco.
Con pochi gesti in più al giorno si può ottenere un risultato visibile: meno germi, meno odori, più controllo su cosa viene a contatto con il cibo e con le mani. Una piccola scelta, ma con un effetto molto più grande del previsto.

Perché tutti stanno buttando la spugnetta: come funziona la fibra che rivoluziona il lavaggio dei piatti ed elimina i germi - gogomagazine.it








