Gestione dell’accesso a un profilo di streaming: su TV compare una schermata di verifica con campo e-mail e icona di sicurezza.
Netflix ha introdotto dal 15 giugno 2026, anche in Italia nella distribuzione progressiva, un nuovo obbligo per gli utenti extra: chi usa un profilo aggiuntivo collegato a un account dovrà inserire un proprio indirizzo e-mail, così da rendere più autonoma la gestione dell’accesso e rafforzare il controllo sulla condivisione degli account. La modifica, confermata da un portavoce della società e ricostruita da Ars Technica, non è un test temporaneo ma una novità stabile nel sistema con cui la piattaforma regola i profili fuori dal nucleo domestico.
La novità riguarda gli abbonati che hanno attivato l’opzione Utente extra, cioè il sistema a pagamento con cui Netflix consente a una persona esterna al nucleo domestico principale di usare un profilo collegato all’account. Da alcuni giorni, durante l’accesso alla piattaforma, diversi utenti stanno visualizzando una comunicazione che chiede di associare al proprio profilo aggiuntivo un indirizzo e-mail personale.
Finora, nella pratica, il riferimento principale restava l’e-mail del titolare dell’abbonamento. Con il nuovo meccanismo, invece, ogni utente extra viene invitato a indicare un recapito autonomo, distinto da quello del proprietario dell’account. Un passaggio semplice, almeno sul piano operativo: appare l’avviso, si inserisce la mail, si prosegue con l’utilizzo del servizio. Ma il significato è più ampio.
Secondo quanto riferito da Netflix ad Ars Technica, la funzione è attiva dal 15 giugno e viene distribuita su scala globale. Non tutti potrebbero averla già vista nello stesso momento, perché il rilascio procede per gruppi di utenti e aree geografiche. In Italia, in base alle prime segnalazioni, il messaggio risulta già comparso ad alcuni abbonati.
Per chi utilizza un Utente extra Netflix, il cambiamento principale è la gestione diretta di alcune funzioni dell’account. Con una propria e-mail, il profilo aggiuntivo può amministrare meglio le credenziali, ricevere comunicazioni dedicate e non dipendere in ogni passaggio dal titolare dell’abbonamento. È una correzione tecnica, certo. Ma incide sull’uso quotidiano.
La piattaforma indica anche un vantaggio sul fronte della sicurezza: l’associazione di un indirizzo personale permette di attivare la verifica in due passaggi per il profilo. In questo modo, l’accesso può essere protetto con un controllo aggiuntivo, una soluzione ormai comune nei servizi digitali. “Serve a rendere più chiara la gestione dell’utente extra”, ha spiegato in sostanza la società, senza annunciare modifiche ai prezzi.
Resta invariata, almeno per ora, la possibilità per l’utente extra di conservare impostazioni personali di riproduzione, preferenze, lista dei contenuti e cronologia. Chi guarda una serie dal televisore di casa, dal tablet o dallo smartphone continuerà quindi a ritrovare il proprio ambiente di visione. Solo con un’identità digitale più definita.
La nuova richiesta dell’indirizzo e-mail si inserisce nella strategia avviata da Netflix negli ultimi anni per limitare la vecchia condivisione gratuita delle password. La piattaforma ha progressivamente sostituito quel modello con il concetto di nucleo domestico, legando l’abbonamento principale alle persone che vivono nella stessa abitazione. Chi si trova fuori da quel perimetro può continuare a usare il servizio, ma attraverso l’opzione a pagamento.
È qui che entra in gioco l’Utente extra. Il titolare dell’account lo aggiunge al proprio piano e consente a un’altra persona di avere un profilo separato, con accesso regolato e costo mensile aggiuntivo. Netflix, in questo modo, prova a trasformare una pratica molto diffusa — la password passata a un amico, a un parente, a un ex coinquilino — in una voce di ricavo tracciabile.
Il nuovo obbligo della mail va letto anche in questa direzione. Un profilo con un recapito proprio è più riconoscibile, più facile da gestire e più semplice da separare dall’account principale in caso di necessità. Non cambia la natura dell’abbonamento, ma rende meno informale il rapporto tra piattaforma e singolo utilizzatore.
In Italia, l’opzione Utente extra Netflix ha un costo diverso a seconda del piano scelto. La versione con pubblicità costa 3,99 euro al mese, mentre quella senza pubblicità costa 4,99 euro al mese. Si tratta di un importo aggiuntivo rispetto all’abbonamento principale, a carico del titolare dell’account che decide di attivare il profilo.
Per gli utenti che ricevono l’avviso, la procedura prevista è lineare: bisogna inserire un indirizzo e-mail valido associato al profilo aggiuntivo. Non risultano, al momento, altri passaggi obbligatori comunicati dalla società. Netflix non ha indicato scadenze pubbliche uguali per tutti, anche perché il rilascio della novità sta procedendo in modo graduale.
Nei prossimi giorni potrebbero arrivare dettagli ulteriori, soprattutto sulle modalità di gestione dell’account e sull’eventuale trasferimento dei profili. Per ora il messaggio è chiaro: la condivisione resta possibile, ma dentro regole più precise. E il vecchio profilo “appoggiato” all’account di qualcun altro diventa, passo dopo passo, un utente con una propria identità digitale.