Robot umanoidi con pelle morbida: il prezzo sorprendente dei nuovi androidi iperrealistici

UBTech ha presentato a Shenzhen, nel luglio 2026, la nuova gamma U1 di robot umanoidi iperrealistici con pelle in silicone riscaldata e funzioni di intelligenza artificiale emotiva, pensati per compagnia, assistenza domestica e accoglienza, mentre le prime consegne in Cina sono previste da metà settembre e l’arrivo in Europa non prima del 2027.

Il debutto della serie UBTech U1

La tecnologia, questa volta, non resta chiusa in laboratorio. UBTech, azienda cinese già nota nel settore della robotica, ha svelato attraverso il marchio consumer UWorld la serie definitiva dei suoi nuovi automi umanoidi, portando sul mercato un prodotto che fino a pochi anni fa sembrava materiale da esposizione futuristica. La prevendita è partita sul portale asiatico JD.com e, secondo i dati comunicati dall’azienda, gli ordini avrebbero già superato quota 13.300 unità tra canali online e offline.

Le prime consegne dei robot U1 dovrebbero iniziare a metà settembre 2026, con l’obiettivo dichiarato di completare gli ordini entro la fine dell’anno. Durante la presentazione a Shenzhen, i robot hanno sfilato accanto a modelli in carne e ossa; una versione femminile si è anche esibita in un ballo di coppia, tra applausi e telefoni alzati. Nei movimenti più controllati la resa è apparsa fluida, mentre nella camminata restano piccole incertezze: la mobilità bipede, per ora, continua a essere uno dei nodi tecnici più delicati.

Quanto costano i robot umanoidi iperrealistici

Il dato che incuriosisce di più, al di là dell’effetto scenico, riguarda il prezzo. La gamma UBTech U1 si divide in tre versioni, con listini molto diversi a seconda dell’uso previsto: si parte da circa 18.000 dollari per il modello più semplice e si arriva a oltre 148.000 dollari per la variante destinata a impieghi commerciali avanzati. Non proprio un elettrodomestico, insomma. Almeno per ora.

Il modello pensato per la casa è U1 Pro, proposto a 169.800 yuan, pari a circa 25.500 dollari al cambio attuale. È disponibile in due configurazioni: la variante maschile Lingye Nix, alta 183 centimetri e dal peso di 42 chilogrammi, e quella femminile Xiaoyou Una, alta 168 centimetri per 35,2 chilogrammi. Per laboratori, università o aziende c’è invece U1 Lite, una versione a mezzobusto sotto i 14 chilogrammi, con un prezzo attorno ai 18.000 dollari.

La fascia alta è occupata da U1 Ultra, modello costruito per contesti commerciali più complessi, dalla reception evoluta alla dimostrazione tecnologica in showroom e centri servizi. Il prezzo sale a 148.500 dollari per la versione maschile e a 132.000 dollari per quella femminile. Cifre che, almeno nella prima fase, restringono il pubblico a imprese, istituti di ricerca e clienti privati con forte capacità di spesa.

Pelle morbida, sensori e intelligenza emotiva

La novità più evidente dei nuovi robot umanoidi UBTech è la ricerca del realismo tattile. La versione U1 Pro utilizza una pelle elettronica sensoriale in silicone riscaldato, morbida al tatto e progettata per riprodurre dettagli come pori della cute e impronte digitali. Dentro lo strato esterno sono inseriti sensori capaci, secondo l’azienda, di riconoscere il contatto fisico e percepire anche un abbraccio.

La manutenzione, almeno sulla carta, è semplice: la superficie può essere pulita con un panno umido, senza procedure complesse. Sotto la scocca lavora un processore locale da 200 TOPS, potenza che consente al modello linguistico Resonance-LM di funzionare direttamente sul dispositivo, senza dipendere in ogni momento dal cloud. È un passaggio non secondario, soprattutto quando si parla di conversazioni domestiche, dati personali e interazioni quotidiane.

UBTech sostiene che l’intelligenza artificiale integrata sia in grado di riconoscere più di venti stati d’animo, analizzando espressioni del volto, postura e tono della voce. “L’obiettivo è un’interazione più naturale”, ha spiegato l’azienda durante la presentazione, insistendo sul ruolo di supporto emotivo e compagnia. Resta da capire, nell’uso reale, quanto questa capacità sia stabile fuori da un ambiente controllato, con luci diverse, rumori domestici e interlocutori non sempre collaborativi.

Cosa possono fare davvero e quando arriveranno in Europa

Le funzioni oggi promesse da UBTech riguardano soprattutto la compagnia quotidiana, il supporto al benessere mentale e l’assistenza sociale, con un’attenzione dichiarata agli anziani e alle persone sole. In ambito professionale, i robot U1 vengono immaginati come figure di accoglienza: reception, orientamento dei clienti, presenza in hotel, negozi o strutture sanitarie. Compiti relazionali, più che fisici.

La stessa azienda, però, ha chiarito un limite rilevante: per vedere automi capaci di svolgere veri lavori domestici, come stirare, lavare i piatti o muoversi in autonomia tra stanze affollate, serviranno ancora cinque-dieci anni. Inoltre i modelli U1 Pro non camminano, scelta legata a ragioni di sicurezza e stabilità nell’ambiente domestico. Dettaglio decisivo, perché ridimensiona l’idea del “maggiordomo robotico” già pronto per il salotto.

Per l’Italia e il resto d’Europa bisognerà attendere. L’espansione internazionale della gamma U1 è prevista nel 2027, dopo il completamento delle certificazioni richieste nei diversi mercati. Solo allora si capirà se questi robot iperrealistici resteranno prodotti di nicchia, acquistati da aziende e appassionati facoltosi, oppure se diventeranno il primo passo verso una presenza più comune dell’intelligenza artificiale domestica nelle case.

Published by
Redazione