Televisione

Menopausa in tv: da Alessia Marcuzzi a Luciana Littizzetto, come le celebrity rompono il tabù

Menopausa in tv: da Alessia Marcuzzi a Luciana Littizzetto, come le celebrity rompono il tabù Immagine generata con AI

La menopausa è rimasta a lungo uno di quegli argomenti che le donne italiane affrontavano sottovoce, quasi con pudore, lontano dai riflettori e dalle conversazioni pubbliche. Oggi qualcosa sta cambiando, e il cambiamento arriva — almeno in parte — dalla televisione e dai social, dove alcune delle personalità femminili più note del panorama italiano hanno scelto di parlarne apertamente, trasformando un’esperienza vissuta nell’ombra in un tema di dibattito collettivo.

Alessia Marcuzzi e il coraggio di dire “mi vergognavo”

In prossimità della Giornata Mondiale della Menopausa del 18 ottobre, Alessia Marcuzzi ha pubblicato su Instagram un video selfie in cui ha raccontato la sua esperienza personale con una franchezza insolita per il mondo dello spettacolo italiano. La conduttrice, oggi 53 anni, ha spiegato di aver avvertito i primi cambiamenti legati alla perimenopausa intorno ai 47 anni. Quello che colpisce non è tanto la notizia in sé, quanto le parole scelte: Marcuzzi ha ammesso di essersi vergognata, di aver evitato di parlarne pubblicamente per paura di essere percepita come meno femminile o meno sexy.

È una confessione che tocca un nervo scoperto. La femminilità, nel mondo dello spettacolo, viene spesso associata alla giovinezza e alla fertilità — un’equazione implicita ma potente, che spinge molte donne, anche quelle con grande visibilità, a nascondere o minimizzare i segnali del proprio corpo. Che una conduttrice con la carriera e la popolarità di Marcuzzi scelga di rompere questo schema, e lo faccia in un video diretto, senza filtri editoriali, rappresenta un gesto culturalmente significativo.

Luciana Littizzetto e il brain fog: dare un nome a ciò che non si capisce

Un contributo diverso, ma ugualmente importante, è arrivato da Luciana Littizzetto, che ha parlato pubblicamente di menopausa affrontando in particolare il fenomeno del brain fog — in italiano nebbia mentale — uno dei sintomi meno conosciuti e più disorientanti di questa fase. Si tratta di quella sensazione di confusione cognitiva, difficoltà di concentrazione e memoria che molte donne vivono senza riuscire a darle un nome, spesso scambiandola per stress, stanchezza cronica o persino ansia.

Il fatto che Littizzetto, nota per il suo approccio ironico e diretto, abbia deciso di parlarne apertamente ha un valore specifico: sdrammatizzare senza banalizzare. Dare un nome a un sintomo è già un atto di cura — per sé stesse e per chi ascolta. Molte donne riferiscono di aver capito cosa stessero vivendo solo dopo aver sentito qualcun altro descrivere la stessa esperienza con parole precise.

Martina Colombari e la lotta al tabù

Anche Martina Colombari si è unita a questo coro, schierandosi apertamente contro i tabù che ancora circondano la menopausa. Il suo intervento si inserisce in un filone sempre più consistente: quello delle donne dello spettacolo che non si limitano a subire in silenzio una transizione fisiologica, ma la raccontano come parte integrante della propria identità e della propria storia pubblica.

Colombari, come Marcuzzi e Littizzetto, non è una specialista medica: è una voce nota, seguita da un pubblico ampio e trasversale. Ed è proprio questo che rende il suo contributo rilevante dal punto di vista culturale. Le celebrity non sostituiscono i medici, ma abbattono le barriere psicologiche che impediscono a molte donne di cercarne uno.

Perché la televisione e i social fanno la differenza

La menopausa interessa ogni donna, prima o poi. Eppure per decenni è rimasta esclusa dal racconto pubblico — assente dai talk show, ignorata dalla pubblicità, ridotta a qualche battuta nei programmi comici. Il meccanismo era semplice: ciò che non si nomina non esiste, o almeno non merita attenzione.

Quando invece una conduttrice lo racconta in un video visto da milioni di persone, o una comica ne parla con la stessa naturalezza con cui descriverebbe un raffreddore, l’effetto è immediato. Le donne che stavano attraversando la stessa esperienza si riconoscono. Quelle più giovani cominciano a informarsi. I partner, i figli, i colleghi iniziano a capire di cosa si tratta davvero.

Questo è il potere della normalizzazione narrativa: non serve una campagna istituzionale se il messaggio arriva da una voce familiare, in un formato accessibile, senza il tono cattedratico della comunicazione sanitaria tradizionale. Per chi volesse approfondire i sintomi e le opzioni disponibili, il Ministero della Salute offre informazioni aggiornate e affidabili.

Un cambio generazionale ancora in corso

Quello che sta accadendo in Italia riflette una tendenza più ampia, già consolidata in altri paesi, dove la menopausa è entrata nel dibattito pubblico con una forza nuova. Programmi televisivi, podcast, libri, campagne social: il tema sta guadagnando spazio e legittimità. Le protagoniste di questo cambiamento sono spesso donne tra i 45 e i 60 anni — una fascia demografica storicamente poco rappresentata nei media, nonostante il suo peso sociale ed economico.

Il fatto che figure come Marcuzzi, Littizzetto e Colombari abbiano scelto di esporsi su un argomento così personale non è un gesto di coraggio isolato: è il segnale di una stagione culturale in cui il corpo femminile — in tutte le sue fasi — comincia a essere raccontato con maggiore onestà. E questo, per molte donne, vale più di qualsiasi campagna di sensibilizzazione calata dall’alto.

Il tabù non è ancora del tutto caduto, ma le crepe sono visibili. E ogni volta che una voce nota sceglie di parlare con sincerità della propria menopausa, quelle crepe si allargano un po’ di più.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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